Dall'antropologia criminale alla psicologia criminale e investigativa

Dall'antropologia criminale alla psicologia criminale e investigativa

Il passaggio dal cervello alla mente del criminale per tracciare il profilo psicologico del colpevole

Brossura, 84 pagine
ISBN 978-88-96652-44-2
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Fin dal primo omicidio che la storia ricordi, quello compiuto da Caino nei confronti di Abele così come descritto dalla Genesi nel Vecchio Testamento, gli esseri viventi si sono interrogati sull’origine della violenza. Diversi studiosi hanno cercato di dare delle spiegazioni sulle cause che portano gli uomini ad uccidere altri uomini, tra questi Cesare Lombroso, medico italiano, che nel XIX secolo focalizzò la sua attenzione sul cervello del delinquente e ai correlati fisiognomici che anomalie strutturali di quell’organo potevano provocare sulla persona che ne era portatore, portandolo così a compiere dei crimini violenti. Più di un secolo dopo l’attenzione dei ricercatori si sposta dal cervello del criminale alla sua mente, tra questi  studiosi ci sono John Douglas e Robert Ressler, agenti speciali appartenenti alla Behavioral Science Unit (B.S.U.), l’Unità di Scienze Comportamentali dell’Federal Bureau of Investigation (F.B.I.), che studiando il comportamento sulla scena del delitto degli autori di crimini violenti cercarono di tracciarne il loro profilo psicologico, gettando così le basi per la nascita della psicologia criminale e investigativa.

 
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